Questo metodo presentato al “SIGGRAPH Asia 2011” permette l’interazione di fotografie con oggetti modellati successivamente all’interno della scena catturata, mantenendo la prospettiva, l’occlusione, e la luce. In poche parole gli oggetti avranno le proprietà fisiche della scena (fotografia) come se fossero sempre stati presenti.

Gli studenti dell’ “University of Illinois at Urbana-Champaign” Kevin Karsch, Varsha Hedau, David Forsyth e Derek Hoiem hanno studiato questo metodo che lavora solo con una singola fotografia LDR e quel che più impressiona è il fatto che non c’è bisogno di accedere alla scena da parte nostra.

Quindi per il funzionamento abbiamo bisogno di una fotografia esistente e di alcune annotazioni su di essa, dopodiché il metodo crea un modello fisico della scena adatto a realizzare rendering di oggetti all’interno della scena con “diffuse, specular e glow” senza dimenticare l’interazione dell’illuminazione tra gli oggetti e la scena.

Gli autori hanno dimostrato (come avete visto sopra) che l’immagine reale è perfettamente confondibile con l’immagine in cui sono inseriti gli oggetti, direi che quello che convince di più è l’illuminazione e le ombre che gli oggetti inseriti producono.

Il prototipo del software scaricabile e maggiori informazioni le potete trovare a questo link.

Prossimamente proverò il software e posterò le mie impressioni ed i risultati, se nel frattempo lo farete voi postate i vostri commenti.